La leggenda di Virabhadra

Il mito Virabhadra ha dato il nome a 3 delle più importanti posizioni yoga:  Virabhadrasana 1, Virabhadrasana 2 e Virabhadrasana 3

Tempio Virabhadra

Foto Tempio Virabhadra – Lepakshi – Andhra Pradesh

Ti racconto la storia dell’erore Virabhadra

Da quando mi sono appassionato di yoga e del significato nascosto delle asana, ho compreso che le leggende e le storie sulle diverse asana sono davvero affascinanti e ricche di nuovi incredibili spunti di riflessione sulla mia pratica personale.

Oggi ti vorrei raccontare la leggenda dell’eroe che da il nome ad alcune delle posizioni yoga più conosciute, ovvero le tre posizioni Virabhadrasana, le posizione del guerriero.

Siediti e ascolta

Questa è la la leggenda di Virabhadra: il figlio di Shiva e Sati.

Si sta celebrando il matrimonio di Sati e Shiva.

Come nelle migliori commedie, Daksha, padre di Sati, non ha approvato il matrimonio di Sati con Shiva.

Daksha decide di organizzare una grande festa, ma di non invitare ne’ Shiva ne’ la figlia Sati.
Sati addolorata dall’atteggiamento del padre, decide di andare comunque alla festa e di affrontarlo.

Sati, però, viene cacciata dal padre e si sente cosi’ addolorata che decise di suicidarsi, gettandosi nei fuochi sacrificali della festa (anche se in un’altra versione si narra che fosse entrata in uno stato meditativo profondo per aumentare il proprio fuoco interno, fino a far esplorare il suo corpo).

Quando Shiva viene informato della morte di sua moglie diciamo che se la prese a male (guarda un po’) e in preda alla furia, strappò uno dei suoi dreads (si, proprio le ciocche di capelli così famosi tra i cultori della musica reggae) e lo gettò a terra.

Dall’energia che si sprigionò dal dread scagliato a terra da Shivacon violenza, venne creato Virabhadra (da vira=eroebhadra=amico) un essere dalle mille braccia, tre occhi, enorme e terrificante.

virabhadra

Shiva ordinò a Virabhadra di uccidere tutti gli ospiti della festa, inclusi gli altri dèi: Virabhadra lo fece e taglio’ la testa di Daksha. Ma quando Shiva vide la sanguinosa conseguenza di questa battaglia, la sua rabbia sparì per lasciare il posto al pentimento.
Gli dèi uccisi furono miracolosamente guariti e Shiva sostituì la testa di Daksha con una testa di capra. Daksha e gli altri dèi onorarono Shiva per questo, chiamandolo “Shankar”, “gentile e benevolo”.

So cosa stai pensando….e per fortuna  che era gentile e benevolo! Ha fatto una strage e ha messo al suocero la testa di capra!

Shiva lasciò sua moglie senza vita per ppi ritirarsi in esilio.

I significati dei 3 guerrieri

  • Virabhadrasana 1 rappresenta Virabhadra mentre è emerso da sotto il suolo, le braccia si alzano e raggiungono il cielo.
  • Virabhadrasana 2 ritrae Virabhadra quando  ha tagliato la testa di Daksha (assumendo la posizione di uno schermitore)
  • Virabhadrasana 3 incarna Virabhadra mentre prende la testa per metterla su un palo (le braccia arrivano in avanti)

In altri casi le varie posizioni ricordano le numerose braccia di Virabhadra.

Il significato e la morale di questa storia potrebbe essere quella che vede Virbahdra come la rappresentazione della guerra contro l’ignoranza e le ingiustizie.

Nella tradizione induista, Virabhadra è il valoroso guerriero nato da un capello del dio Shiva.

Il guerriero Virabhadra potrebbe simboleggiare il conflitto interiore: un po’ come l’Arjuna nella Bhagavad-Gita, uno dei testi fondamentali dello yoga, ambientato in un campo di battaglia tra due grandi eserciti in attesa di combattere.
Per entrambi gli eserciti, il combattimento esterno in realtà simboleggia il conflitto interiore, la battaglia per la scoperta della propria  natura.

Quello che veramente si vuole celebrare con il nome di questa posizione è il “guerriero spirituale” che combatte con coraggio contro il nemico universale, ovvero la celebrazione della nostra vera Natura, causa principale della nostra sofferenza.

Se vuoi approfondire il significato nascosto delle asana, un ottimo libro che ti consiglio è Il Linguaggio nascosto dell’hatha yoga. Un libro piacevole e completo, che sa fondere armoniosamente gli aspetti linguistici, psicologici e spirituali, con spiegazioni chiare, adatte sia all’insegnante che all’allievo.

Un ottimo libro che ti consiglio, molto chiaro nelle spiegazioni e molto dettagliato anche nel descrivere i benefici e le controindicazioni delle asana è Asana Pranayama Mudra Bandha adatto anche a chi si avvicina allo yoga per la prima volta.

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