Yin Yoga: meditazione, pace e rigenerazione

Nello yoga, una pratica di tipo YIN prevede un’attitudine più meditativa, fredda e statica, all’opposto di una pratica YANG che richiede un’attitudine più dinamica, riscaldante ed energizzante.

E’ sul rilassamento che si basa lo yin yoga: sembra una cosa da nulla, ma richiede una pazienza che bisogna acquisire.

Durante le lezioni di yin yoga sicuramente non si suda 🙂 Con lo yin yoga non si rafforzano i muscoli né ti metterai alla prova con ricercate e complesse posizioni.

Con lo yin yoga si segue la corrente meditativa, per trovare pace e rigenerazione.

Lo yin yoga è una pratica lenta, dove mantieni ciascuna posizione dai tre ai cinque minuti. Nello yin yoga devi immergerti nell’asana e concentrarti profondamente sulla respirazione.

Il mantenimento della posizione stimola le fasce di tutto il corpo, il tessuto connettivo rimane elastico e favorisci la mobilità.

Al termine di una pratica di yin yoga ti senti profondamente e meravigliosamente rigenerata/o.

Yi ho già parlato della relazione tra asana ed emozioni in un altro articolo: abbandonati nell’asana e libera le tue emozioni, accumulate nel tuo corpo, per iniziare un vero e proprio viaggio mentale.

Dopo le eventuali prime rigidità, con calma e dandoti tempo, riuscirai a rilassare sia il tuo corpo che la tua mente.

I principi dello yin yoga

  1. Essere consapevoli dei propri limiti e rispettarli, senza assumere pose che arrechino dolore o tensione, ma concedendo con lentezza al tessuto connettivo il tempo di rilassarsi.
  2. Trovare la giusta intensità, fermandosi dove si avverte una minima resistenza, lasciando che il copro si regoli da solo (perché ricorda, se vai oltre, cadresti nell’ego).
  3. L’uscita dalla posizione deve avvenire in modo lento.
  4. Restare fermi (a meno che non si avvertano sensazioni fastidiose che rendano necessario un aggiustamento), respirando lentamente: anche i tuoi pensieri si sospenderanno.
  5. Mantenere a lungo la posa: da uno a venti minuti (ma per i principianti, meglio non andare oltre i cinque). Dopo due minuti e mezzo di allungamento passivo, infatti, il tessuto connettivo si lascia andare e si liberano i meridiani dai blocchi, consentendo il fluire libero dell’energia che nutre gli organi.

Benefici dello yin yoga

La lentezza e il senso di rilassamento profondo che trasmette lo yin yoga ti regalerà benefici analoghi a quelli della meditazione.

Mantenendo una posa per un tempo prolungato, ti connetti con la tua interiorità e ottieni tranquillità.

Lo yin yoga non è la versione “comoda” dello yoga, anzi:  la pratica yin è in realtà impegnativa, perché conduce oltre la propria comfort zone fisica e mentale.

Prova a pensare quanto sa difficile “lasciare andare”: gli oggetti inutili, le abitudini, gli schemi.

Ma quando ti sbarazzi della roba vecchia, quando fai un po’ di “pulizia”, ti sentirai più leggera/o e caricha/p di energia.

Allo stesso modo “lasciare andare” nella vita lascia spazio alla crescita personale.

La pratica yin yoga insegna l’accettazione, permette di allenarti al lasciar andare, ad acquisire una nuova forma senza forzare il tuo corpo a cambiare.

Fisicamente crei, in modo calmo e gentile, un rilassamento negli spazi tra gli organi e in quello tra le ossa, con benefici, sì, anche per eventuali dolori muscolari, ma soprattutto sulla fascia che lega gli organi.

Il corpo è un “sistema complesso e interrelato”: un blocco in un punto qualsiasi del tuo copro andrà a interessare anche altre parti dello stesso (masi sentito parlare di problemi di postura come causa di irrigidimento della zona cervicale?!?)

E se un blocco fisico è la manifestazione di un trauma, si spiega perché ansia, rabbia e sofferenze vengono avvertite in specifici punti, anche quando il momento è passato, perché il corpo ricorda fino quando davvero non “lasciamo andare”.

Rilassando quindi la fascia, e con essa i traumi psicologici di cui reca traccia, può accadere che alcune pose facciano riaffiorare emozioni e sentimenti

Ecco allora tre esercizi di yin yoga per la sera

1. Posizione del diamante:
Inizia in posizione di quadrupedia, sistema le dita dei piedi in modo da toccare il pavimento solo con le punte. Siediti sui talloni rivolti verso l’alto. Respira e mantieni la posizione per tre-cinque minuti. Questa asana stimola i singoli meridiani delle dita e delle piante dei piedi: milza, fegato, cistifellea, vescica e reni.

2. Posizione del pendolo: 
In posizione eretta, allarga i piedi quanto i fianchi e piega leggermente le ginocchia. Fletti in avanti il busto in modo che ciondoli morbido e pesante sulle gambe. Ora afferra il gomito sinistro con la mano destra e viceversa. Rimani almeno tre minuti in questa posizione. Questa asana allunga la parte posteriore del corpo e agisce principalmente sul meridiano della vescica.

3. Posizione della ghirlanda: 
Accovacciati, piegandoti sulle ginocchia, come si vede fare spesso in Asia e nei Paesi arabi. I piedi sono alla larghezza dei fianchi e girati leggermente verso l’esterno, le gambe partecipano alla rotazione. Se i talloni non toccano terra, sistemaci sotto una coperta arrotolata. Lascia che braccia e testa pendano verso il basso e rilassati. Mantieni la posizione da tre a cinque minuti. Questa asana distende la zona lombare, allarga le anche e agisce sui meridiani di reni, milza e fegato.

Per la realizzazione di questo articolo vorrei ringraziare Tanya Testi Yogamo (che vedete anche nella foto sopra mentre pratica una posizione di yin yoga) un’insegnante yoga, esperta di yin yoga e che sta organizzando un corso introduttivo sui principi anatomici e sulla pratica di Yin Yogamo, della durata di 3 week end. Qui trovate tutte le informazioni.

E per chi ama la lettura o vuole approfondire la pratica dello Yin Yoga, Tanya ci consiglia 3 libri di riferimento

  1. The Complete Guide to Yin Yoga: The Philosophy and Practice of Yin Yoga
  2. Yin Yoga: Principles & Practice
  3. Insight yoga di Sarah Powers

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