Comunicazione nonviolenta e yoga


La comunicazione nonviolenta è uno strumento per applicare la nonviolenza nella vita quotidiana, un modello per creare pace e armonia.

comunicazione nonviolenta

 

Nella filosofia yoga, ahimsa (trovate delle letture interessanti nelle Upaniṣad e nella Bhagavadgita) significa “non-violenza”, e più precisamente “assenza del desiderio di uccidere” dove per uccidere non si intende solo fisicamente.

Cos’è la nonviolenza “attiva”

Ahimsa non è semplicemente non fare del male agli altri, a noi stessi e all’ambiente, non è un principio passivo.

La nonviolenza è “attiva”, una metodologia di azione, uno stile di vita, una pratica che aiuta a superare la sofferenza in se e negli altri, che ci aiuta a concentrare l’attenzione su ciò che è vivo in noi e negli altri.

Cos’è la violenza

E’ anch’essa una metodologia di azione, ma che genera sofferenza, un tragico tentativo di soddisfare un bisogno, frutto di un cultura funzionale alle dinamiche di dominazione, che ha 8.000 anni, una metodologia che è stata adottata in quanto più facile da gestire da parte delle autorità del caso.

Cresciamo inconsapevolmente in una società (famiglia, scuola, lavoro, etc.) che ci ha “istruito” ad avere certi tipi di reazioni (es. senso di colpa, senso del dovere, vergogna) che ci allontanano dai nostri bisogni.

Cos’é la comunicazione nonviolenta

La comunicazione nonviolenta tenta di educarci a rimanere in contatto con la nostra umanità, ci aiuta a rimanere in contatto con i nostri bisogni fondamentali, sia quando ci rivolgiamo a noi stessi, sia quando lo facciamo con gli altri.

Quando ci allontaniamo da questo ci alieniamo dalla vita, diventiamo violenti.

La comunicazione nonviolenta (o Comunicazione Empatica) ha come obiettivo il miglioramento nella qualità delle relazioni e si basa sul principio che l’empatia faccia parte della nostra natura.

Le strategie violente, fisiche o verbali,  sono comportamenti che la cultura prevalente insegna e sostiene allontanandoci da noi stessi e dagli altri, espressione tragica dei nostri bisogni insoddisfatti.

Marshal Rosenberg

comunicazione nonviolentaMarshal Rosenberg ha sviluppato nel 1960 un processo di Comunicazione per trovare maggiore autenticità nella comunicazione, una maggiore comprensione, connessioni più profonde e risoluzione dei conflitti.

Secondo Marshall Rosenberg il linguaggio e il modo in cui usiamo le parole hanno un ruolo cruciale nel riuscire a rimanere collegati empaticamente a noi stessi e agli altri.

Noi pensiamo attraverso le nostre parole, e le parole condizionano i nostri pensieri

Sono stati fatti alcuni studi  sulla relazione tra linguaggio e violenza nelle varie culture e in particolar modo sull’uso in termini quantitativi di espressioni che giudicano e definiscono (giusto, sbagliato, buono, cattivo, normale, anormale, competente, incompetente) e mettendo in relazione questo con gli atti di violenza (suicidi, violenze su donne e bambini, violenze domestiche).

Il risultato? Esiste una correlazione molto forte tra uso di termini statici e violenza.

Gli obiettivi della Comunicazione Nonviolenta

La comunicazione nonviolenta intende trovare un modo perché ogni persona ottenga ciò che per lei è davvero importante, senza ricorrere alla colpa, l’umiliazione, la vergogna, il biasimo, la coercizione o la minaccia.

La comunicazione nonviolenta è utile per risolvere i conflitti, trovarsi in sintonia con gli altri e vivere in maniera consapevole, presente e in armonia con le necessità profonde e genuine che appartengono a te e agli altri.

Le 2 fasi e i 4 elementi della Comunicazione Nonviolenta

La comunicazione nonviolenta è un processo che si basa su una costante ricerca di una qualità nella relazione.

 Alterna 2 fasi:

  1. Empatia= Ascolto profondo e rispettoso di ciò che è vivo nell’altro
    Tornare verso se stessi ascoltando l’altro
  2. Assertività= espressione autentica di sé
    Andare verso l’altro esprimendo ciò che è vivo dentro di noi

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Come faccio questo? Attraverso un metodo basato su 4 elementi:

  1. Osservazioni “neutre” di ciò che accade
  2. Sentimenti (come ci si sente in relazione a quello che osserviamo)
  3. Bisogni che danno origine ai nostri sentimenti
  4. Richieste (le azioni che desideriamo richiedere al fine di arricchire la nostra vita)

Osservazioni “neutre” di ciò che accade

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Nella comunicazione nonviolenta è importante imparare a osservare quello che accade realmente, quello che vediamo, ascoltiamo, tocchiamo, senza interpretazioni, deduzioni, generalizzazioni, senza giudizi di valore o di merito, ne valutazioni di alcun tipo. 

L’osservazione dovrebbe essere la stessa fatta da una videocamera che riprende solo quello che vede e sente, senza aggiungere altro.

Alcuni esempi:

  1. Alle riunioni condominiali Lucia parla un po’ troppo (comunica una valutazione, un giudizio)
  2. Andrea, ieri sei stato in palestra per 3 ore di fila (esprime un fatto osservato)

L’osservazione è il primo passo della comunicazione nonviolenta, un elemento fondamentale poiché fa la differenza tra ciò che è e ciò  che pensiamo, uno spazio dove il dialogo ridiventa possibile.

Sentimenti (come ci si sente in relazione a quello che osserviamo)

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Il secondo elemento cardine della comunicazione nonviolenta è quello emotivo, (esprimere ciò che sentiamo).

sentimenti sono il campanello d’allarme che ci avvisa se i nostri bisogni sono soddisfatti o meno: sentimenti piacevoli indicano bisogno soddisfatti, sentimenti spiacevoli indicano bisogno insoddisfatti (non positivi o negativi).

Per comunicare quello che sentiamo, è importantissimo imparare a sviluppare un vocabolario emotivo più ampio, che ci consenta di esprimere correttamente le nostre emozioni.

Bisogni che danno origine ai nostri sentimenti

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Quando i nostri bisogni sono soddisfatti, proviamo sensazioni felici e piacevoli; quando invece non sono soddisfatti, abbiamo sensazioni sgradevoli.

Sintonizzandoti sulla sensazione puoi trovare il bisogno sottostante. Esprimere il bisogno, senza darne un giudizio morale, ti rende chiaro cosa sta accadendo in te o nell’altra persona in quel determinato momento.

bisogni rappresentano ciò che è indispensabile alla nostra piena espressione come esseri umani, che ci dà sicurezza e senso. Rappresentano un potenziale umano, personale e sociale. I bisogni sono manifestazioni della vitaesprimono quello che è vivo in noi e cosa potrebbe renderci la vita più bella.

I bisogni sono universali, comuni a tutti quanti, e vanno pensati come un sistema, sono correlati e interattivi. Se escludiamo il bisogno di sussistenza (dormire, mangiare sopravvivere) e quello di senso, che sono super-bisogni, tutti gli altri non sono strutturati in una scala gerarchica, nessuno ha priorità universale sull’altro.

Richieste (le azioni che desideriamo richiedere al fine di arricchire la nostra vita)

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Nella comunicazione nonviolenta, perché la richiesta sia veramente tale, e non una pretesa, permetti all’altra persona di dire no o di proporre un’alternativa.
Ti assumi la responsabilità di soddisfare i tuoi bisogni e lasci che gli altri si prendano la responsabilità dei propri.

Quando fate qualcosa assieme, deve essere perché acconsentite entrambi, perché soddisfate entrambi i vostri bisogni e desideri genuini, e non come risultato della colpa o della pressione.

Qui sotto ti lascio alcuni riferimenti bibliografici dove potrai approfondire la comunicazione nonviolenta. Se poi avessi bisogno di altre informazioni o se volessi partecipare ad un seminario introduttivo sulla comunicazione nonviolenta, contattami via mail a info@liberamenteyoga.it

Suggerimenti bibliografici per approfondire la CNV

Marshall Rosenberg, Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla comunicazione nonviolenta
E’ il manuale-base. Il riferimento bibliografico che illustra il processo generale della CNV.

Marshall Rosenberg, Preferisci avere ragione o essere felice?
In una lunga intervista, Gabriele Sils intervista Rosenberg ponendogli esattamente le domande che sorgono spontanee dopo il primo incontro con la CNV.
Un testo fondamentale, scritto con linguaggio chiaro e accessibile a tutti, per entrare in profondità nella logica della CNV e nella filosofia del suo ideatore.

Marshall Rosenberg, Le tue parole possono cambiare il mondo. Come l’empatia ci aiuta a costruire la pace
Il libro raccoglie esempi, aneddoti, lezioni e riflessioni su come la CNV è utilizzata a diversi livelli, da persone di tutto il mondo, per portare pace attraverso il dialogo interiore e interpersonale e prendere attivamente parte al cambiamento personale, sociale, politico e globale.

Marshall Rosenberg, Comunicazione e potere
Il libro è la trascrizione del seminario che Rosenberg ha tenuto in Italia nel 2004, alla presenza anche di giornalisti, sul tema del potere in politica, in famiglia, nelle aziende, e del potere dell’empatia sulla salute. I dialoghi e gli esempi riportati forniscono una prospettiva diversa sui principi e il processo della CNV, permettendo al lettore di comprenderne meglio il senso e la tecnica.

Marshall Rosenberg, Educazione che arricchisce la vita
Un libro interamente focalizzato sull’approccio pedagogico di M. Rosenberg. Dedicato a insegnanti, studenti, dirigenti e genitori per instaurare nell’ambiente scolastico, attraverso la CNV, rapporti basati sulla fiducia e sul rispetto reciproco. 

Marshall Rosenberg, Educazione reciproca
L’autore fornisce ai docenti tecniche di comunicazione e di insegnamento per aiutarli a confezionare un apprendimento su misura di ogni studente. Con grande ricchezza di esempi, mostra come sia possibile elaborare con ogni studente, all’inizio di qualsiasi corso, direzioni, metodi e obiettivi reciprocamente soddisfacenti..

Ike Lasater, Parole che funzionano nel mondo del lavoro
Un libretto di 130 pagine ricco di esempi, in cui l’autore, avvocato e co-fondatore di una società di consulenza aziendale, rivisita la CNV mostrando come si applichi concretamente nel mondo del lavoro. Per chi pensa che introdurre un nuovo modo di comunicare sul lavoro sia difficile o rischioso.

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